Chi inventò la macchina della verità?

Invenzioni

La macchina della verità fu inventata da John Larson nel 1921.

Chiamata tecnicamente Poligrafo è in grado di registrare le risposte del corpo umano quando si sottopone l’individuo ad un interrogatorio. Il principio su cui si basa è relativamente semplice: secondo la teoria, la menzogna provoca una certa quantità di stress che compoerta a sua volta reazioni fisiologiche involontarie e incontrollabili. Le alterazioni avvengono a diversi livelli; diversi sensori misurano le variazioni della respirazione, della pressione sanguigna, del battito cardiaco e della sudorazione.

Durante il test, un operatore pone una serie di domande preliminari, in modo da poter avere un primo dato su come si comporta l’intervistato a domande vere o fasulle. La macchina registra su un foglio di carta millimetrata tutti i valori che riceve e, alla fine dell’esperimento, un esperto interpreta i dati ricevuti catalogando le risposte date tra vere e false.

Il problema di individuare le menzogne è sempre stato al centro dell’interesse dell’uomo e, ben prima dell’invenzione di Larson, possiamo catalogare altri tentativi più grezzi che puntavano ad arrivare agli stessi risultati: la verità.

Le prime macchine della verità della storia.

  • Nell’antica Cina si utilizzava il riso asciutto. I cinesi erano convinti che, nei momenti di grande ansia emotiva, la salivazione subisse un arresto; per questo motivo gli interrogatori si svolgevano con un pugno di riso asciutto in bocca. Al termine delle domande si esaminava il riso e, se trovato ancora asciutto, si veniva dichiarati bugiardi.
  • Durante il medioevo si utilizzava la lettura della frequenza cardiaca per scoprire tradimenti coniugali: si toccava il polso della donna incriminata menzionando i nomi degli uomini sospettati di esserne l’amante. Appena pronunciato il nome del sospettato, in caso di colpevolezza, aumentavano le pulsazioni.
  • In Africa i sospettati dovevano lanciarsi un uovo di uccello a vicenda: la persona che rompeva l’uovo era considerata colpevole, in quanto il nervosismo avrebbe suscitato maggior tremolio nei movimenti.
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