Attacco di squali, fingersi morti è una soluzione?

Animali

Non è una soluzione, tranne in rare circostanze.

Per dare un risposta dobbiamo prima analizzare come gli squali si preparano a un approccio o eventuale attacco ad essere umani.

A differenza di quello che si pensi, gli squali non sono molto interessati a noi in quanto prede, ma di solito, se entrano in contatto con l’essere umano, lo fanno per curiosità o perché ci confondono con una preda. Movimenti vistosi o oggetti riflettenti possono essere una causa per attirare la loro attenzione.

In acque basse, solitamente, gli squali fanno un mordi e fuggi, evento raramente letale. Il vero pericolo può avvenire in acque più profonde, dove squali disposti a cerchio incominciano ad attaccare furtivamente con colpi e morsi prima di infierire l’assalto finale.

Ritornando al titolo di questo articolo, fingersi morti non è fra le tecniche di difesa migliori. Infatti gli squali preferiscono attaccare prede più indifese, così da risparmiare energia. Quindi il consiglio è quello di nuotare via il più velocemente possibile e, nel malaugurato caso di attacco, bisogna reagire. I primi punti dove concentrarsi sono gli occhi, il naso e le branchie. Gli squali, inoltre, sono attirati dal sangue, e questo potrebbe richiamarne altri nelle vicinanze.

Ci sono stati episodi, però, in cui fingersi morti è stato l’unico modo per sopravvivere. E’ il caso avvenuto il 30 luglio del 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui l’incrociatore  fu affondato da un sottomarino Giapponese nel mare delle Filippine. Novecento marinai sono rimasti bloccati in acqua per quattro giorni. In quel interminabile periodo i soldati sono stati prede di continui attacchi da parte di squali e solo 316 di loro sono riusciti a sopravvivere.

In questo triste episodio, fingersi morti, sarebbe potuto essere l’unico metodo di salvezza. Infatti durante un frenetico attacco da parte del branco, gli squali potrebbero ignorare la carne fresca e continuare a mordere i feriti poiché attratti dal sangue.

Gli elettrorecettori degli squali

Gli squali sono dotati di elettrorecettori che permettono di rilevare i campi elettrici emessi dalle prede. Il sangue nell’acqua altera maggiormente l’elettricità aumentando questo fenomeno, che porta gli squali a ridirigersi sulle persone ferite.

In quella triste occasione, quindi, è stato fondamentale mantenere la calma e non agitarsi, per evitare di richiamare l’attenzione e lasciare che gli squali andassero verso prede più evidenti.

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