Perché sogniamo?

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I sogni hanno una funzione fisiologica? Biologica? Psicologica?

La questione non è ancora del tutto risolta e francamente da dire sull’argomento ce n’è veramente tanto.

Ci sono diverse teorie per spiegare il fenomeno, una ad esempio vuole che i sogni lavorino per aiutare il cervello ad ordinare nella memoria tutto ciò che raccoglie durante le ore di veglia.

Ogni giorno il nostro cervello è bersagliato da milioni di informazioni; alcune sono minimi dettagli sensoriali, come una farfalla che ti passa sopra una spalla, altre sono strutture molto più complesse, come ad esempio tenere a mente il progetto di architettura a cui stai lavorando da mesi. Durante il sonno il cervello cerca di farsi strada tra la miriade di segnali che deve archiviare, decidendo cosa è utile ricordare e cosa no.

Un’altra teoria prevede che i sogni non siano altro che il riflesso delle nostre emozioni. Durante il giorno il nostro cervello lavora per espletare determinate funzioni, quelle su cui siamo concentrati, mentre durante la notte tutti i processi rallentano, non è più obbligato a focalizzarsi solo su determinate azioni, per cui ha la libertà di spaziare tra le emozioni che magari non ci ricordiamo, ma che abbiamo comunque immagazzinato.

L’ultima teoria, meno affascinate, prevede che i sogni non abbiano alcuna particolare funzione, ma che siano semplicemente il frutto di riproduzioni casuali dei dati che abbiamo raccolto nel corso delle nostre vite.

Quello che è certo è che il cervello umano è ancora un grandissimo mistero e passerà molto tempo prima che qualcuno possa dare risposte certe e definitive.


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